Impianto dentale: i diversi tipi di protesi

Il medico odontoiatra e il laboratorio odontotecnico sono predisposti alla realizzazione della protesi dentale. In collaborazione col dentista viene presa l’impronta dell’arcata dentale del paziente, per poterla poi realizzare in laboratorio.

Esistono due tipi di protesi, quella fissa e quella mobile o rimovibile.

Protesi dentarie fisse

La protesi dentale fissa viene applicata in modo permanente, cementandola ai denti naturali o a radici artificiali. Un restauro di questo tipo si definisce corona se ricopre tutto il dente, o intarsio se ne ricostruisce solo una parte, mentre ponti sono sostituzioni di più elementi dentari.

Una protesi fissa può essere installata sui denti naturali rimasti, oppure può essere avvitata o cementata su impianti appositamente costruiti, soluzione scelta ad esempio nei casi di parodontite.

Protesi dentarie mobili

In alternativa si può scegliere di adottare una protesi dentale rimovibile, categoria nella quale rientrano tutti i diversi tipi di apparecchi mobili. Quella più comune è la protesi totale, chiamata anche dentiera, spesso preferita quando diviene necessario sostituire tutta la dentatura di un’unica arcata. In alternativa si possono utilizzare gli scheletrati [particolari protesi parziali rinforzate da uno “scheletro” di metallo e ancorate ai denti residui] o protesi mobili parziali provvisorie [utilizzate per la sostituzione momentanea di elementi estratti, in attesa della guarigione dei tessuti].

Un ulteriore tipo di protesi, quella rimovibile scheletrata definitiva con ancoraggio dentale è una soluzione odontoiatrica particolarmente interessante: dal punto di vista del comfort ottenuto dal paziente, è quasi del tutto sovrapponibile a quello raggiungibile con una protesi fissa, ma richiede di essere rimosso 3 o 4 volte al giorno per la pulizia. Quello che apparentemente è uno svantaggio e una scomodità, può invece divenire un punto a favore di questa soluzione: sotto il profilo igienico, infatti, permette una migliore manutenzione e cura.

DOLCETTO O SCHERZETTO?

Halloween sta per arrivare! La tradizione americana ormai è apprezzatissima anche dalle nostre parti.

Halloween è una vera sfida per la salute orale, ma può essere anche la giornata giusta per insegnare i bambini a prendersi cura dei loro denti senza privarli del divertimento.

Ecco 5 trucchi per proteggere i denti dei bambini dalla carie. 

  1. Non privare il bambino dei dolci di Halloween, altrimenti sembreranno ancora più irresistibili. Il risultato? scorpacciate garantite appena ti allontani. Piuttosto, decidi un numero di caramelle consentito e permettigli di scegliere quali mangiare, spiegando cosa succede quando arriva una carie. In questo modo il messaggio non sarà “le caramelle sono proibite e dannose”, piuttosto “le caramelle e gli altri dolci, se mangiati in eccesso, sono dannosi e causano problemi ai denti”. Ricorda che le caramelle che rimangono in bocca per un lungo periodo di tempo espongono i denti a un maggior rischio di carie.
  2. Scegli insieme al bambino un orario del giorno in cui mangiare le caramelle di Halloween. Questo può essere applicato anche al “dopo Halloween” per insegnare al bambino che la moderazione è importante e i dolci sono qualcosa di speciale, non qualcosa da mangiare in ogni momento della giornata alla prima voglia. Se puoi scegli il momento subito dopo i pasti, la produzione di saliva aiuta ad annullare gli acidi prodotti dai batteri nella bocca.
  3. Non importa a che ora il bambino mangi i dolci, deve sapere che è fondamentale lavarsi i denti subito dopo. Fino ai 7-8 anni il genitore non deve limitarsi a supervisionare, è meglio che aiuti il bambino durante la pulizia.
  4. Bere più acqua aiuta a prevenire le carie: meglio quella che contiene sufficienti quantità di fluoro. Incoraggia il bambino a bere subito dopo aver mangiato i dolci.
  5. Proponi anche alternative più sane: dolci fatti in casa, gomme senza zucchero con xilitolo, dolcetti non troppo appiccicosi che rimangono in attaccati ai denti a lungo.

 

Caffè e denti bianchi: come avere entrambi?

Come evitare le macchie gialle sui denti?

 

Gli ultimi studi documentano che non è necessario rinunciare al caffè per avere un sorriso bianco infatti i trucchi da seguire sono:

– scegliere caffè qualità 100% arabica: questa tipologia presenta una composizione che come risultato sembra non essere dannosa per il colore del dente. L’analisi chimico presenta meno polifenoli e una minor concentrazione di caffeina.

– non sorseggiare tutto il giorno caffè: l’abitudine di avere sempre alla portata un bicchiere di caffè in ufficio con i classici termos induce ad assumere dosi giornaliere di caffeina che il nostro corpo non richiede. Si suggerisce quindi di assumere sempre porzioni più piccole (tipo caffè espresso) in questo modo si riduce il tempo d’esposizione ai polifenoli.

– limitiamo a una o due tazze al mattino- bere caffè freddo con una cannuccia: con questo semplice trucco si limita il contatto diretto di sostanze cromogeniche con i denti, si ritarda la formazione di macchie mantenendo una corretta igiene orale.

– mescolare il caffè con un po’ di latte:  la diluizione dei polifenoli nella soluzione liquida permetterà una minore concentrazione per volume. Il latte abbassa l’acidità del caffè essendo una soluzione alcalinizzante.

– lavare i denti e la lingua dopo ogni caffè: il principio basico della prevenzione e igiene orale è il mantenimento di una bocca sana lavando i denti dopo ogni pasto (e ogni caffè!).evitare il caffè solubile: non si dosa mai come si dovrebbe e si rischia di creare una soluzione molto concentrata di caffeina e polifenoli.

È necessario quindi sottoporsi alla pulizia professionale odontoiatrica ogni 6 mesi / 1 anno. In aggiunta, lo sbiancamento contestuale alla pulizia dentale permette di rimuovere quelle macchie di caffè antiestetiche in modo efficace e recuperare la luminosità del colore bianco che si ha nei pazienti più giovani.

 

I denti da latte vanno curati?

Oggi un bambino su cinque soffre di carie e problemi dentali prima dei sei anni. Il motivo principale?
Un’igiene scorretta.

L’igiene della bocca è un elemento da non sottovalutare, soprattutto in età pediatrica. Spesso si tende a pensare, erroneamente, che per i denti da latte (essendo destinati a cadere) non siano necessarie attenzioni particolari.

La corretta pulizia dei denti da latte è fondamentale per preparare un ambiente orale adeguato a quelle che saranno le future arcate permanenti. Il consiglio è quello di cominciare con una garza umida o con dita di gomma per poi passare a piccoli spazzolini, così che il piccolo possa prendere confidenza con questo strumento (sempre con la supervisione di un adulto).

Gli spazzolini devono avere setole morbide per evitare un’azione aggressiva sullo smalto. I dentifrici vanno preferiti dal sapore gradevolee con un contenuto di fluoro non superiore a 500 ppm. In questo modo è possibile scongiurare eventuali controindicazioni dovute all’ingestione del prodotto, considerando che fino ai tre anni non si ha un pieno controllo della deglutizione.
Pertanto è consigliabile usare il dentifricio dai tre anni in poi, sotto l’attenta supervisione del genitore e fino a quando non si è instaurata una certa confidenza con gli strumenti utili alla pulizia dentale.

È bene insegnare ai bambini che il corretto spazzolamento dei denti deve essere eseguito con un movimento verticale dalla gengiva ai denti e che la pulizia va fatta almeno due volte al giorno e comunque dopo i pasti principali.

I genitori svolgono un ruolo fondamentale per la salute dentale dei propri figli.
La prevenzione di carie, placca e tartaro comincia fin da bambini. Una corretta igiene orale quotidiana, insieme a delle buone regole alimentari, è tutto quello che serve.
Iniziare da piccoli è un vantaggio per garantirsi la propria salute orale e consolidare uno stile di vita sano.
Chi ben comincia è a metà dell’opera.

Gli alimenti giusti per gengive più sane

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1) Cipolle

Le cipolle hanno il superpotere di neutralizzare i batteri del cavo orale. Hanno proprietà microbiche che prendono di mira i più comuni tipi di batteri che sono causa di carie e malattie gengivali.

Per questa ragione vi consigliamo di includere le cipolle nella vostra alimentazione, ad esempio insieme all’insalata, all’interno di minestre zuppe e panini.

2) Verdure a foglia verde

Verdure come cavolo e spinaci sono piene di Vitamine utili per la nostra bocca. In particolare, contengono molta Vitamina C, che aumenta la produzione di globuli rossi e riducono le infiammazioni. Sono indicati per chi ha le gengive sensibili ed è quindi molto predisposto ad infiammazioni ed arrossamenti.

Questo tipo di verdura richiedono una masticazione maggiore, cosa che crea una maggior produzione di saliva, che aiuta a scovare particelle di cibo, batteri e placca che possono rimanere attaccate ai denti in prossimità delle gengive stesse.

3) Tè verde

Il tè verde è ricco di antiossidanti che aiutano a prevenire infiammazioni di vario tipo. In particolare, il tè verde contiene la catechina, un antiossidante che aiuta le gengive a combattere infiammazioni provocate da diversi tipi di batteri che colpiscono il cavo orale.

4) Peperoni e agrumi

Come kiwi, ananas e fragole, anche i peperoni e gli agrumi contengono moltissima vitamina C, che agisce, come per le verdure a foglia verde, come “antidoto” contro i batteri che attaccano le gengive.

5) Funghi Shiitake

Si tratta di funghi di origine asiatica molto diffuso in Giappone. Gli amanti della cucina giapponese li conosceranno e li avranno sicuramente già assaggiati.

Sono considerati da molti un vero e proprio elisir di lunga vita. Per quanto riguarda i benefici per le vostre gengive, essi contengono un composto antibatterico che combatte i batteri che favoriscono la formazione della placca gengivale. Cosa aspettate a provarli?

6) Sedano, carote e mele

Hanno in comune il fatto di essere molto croccanti: per questo motivo ci aiutano a mantenere la bocca fresca. Richiedono anche, come per le verdure a foglia verde, una maggiore masticazione, il che aiuta ad aumentare la produzione di saliva e diminuire gengiviti e simili.

 

Ognuno di questi alimenti può essere facilmente incorporato nella vostra dieta quotidiana. I Funghi Shiitake sono sicuramente più complicati da reperire, ma molti grandi supermercati ormai li vendono essiccati.

Cosa aspettate a provare, per avere delle gengive perfette?

Denti del giudizio: se, quando e perché estrarli

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I denti del giudizio sono anche detti terzi molari, in quanto si aggiungono alle estremità dell’arcata dentaria di destra e di sinistra, in quella inferiore come in quella superiore. Vengono così chiamati in quanto fuoriescono dalle gengive solo dopo il diciottesimo anno di età, e in genere sino ai venticinque anni, ma con tempistiche anche molto soggettive.

La loro comparsa è chiamata tecnicamente eruzione. Solitamente sono quattro, ma possono comparire in numero inferiore o non comparire affatto.  Anche nel caso in cui in cui non si avverta alcun fastidio o dolore, occorre verificare la loro effettiva posizione. Solo le radiografie panoramiche e altre tipologie di esami radiografici come le TAC,  potranno chiarire se i denti siano presenti e in quale posizione, in modo da evitare nevralgie, gengive gonfie e infiammate e ascessi durante l’eruzione. Uno dei denti del giudizio potrebbe infatti essere male orientato e spingere orizzontalmente sui secondi molari, per quanto nascosto dalla gengiva.

I denti del giudizio, oggi, non hanno alcuna funzionalità estetica e meccanica, ed anzi spesso sono più facilmente soggetti a carie e parodontiti in quanto la loro posizione rende difficoltosa la loro pulizia e il passaggio del filo interdentale. Nel caso in cui non diano problemi quali gengiviti, parodontiti, carie o problemi di malocclusione, ma la loro crescita sia incanalata perfettamente e sana, non occorre rimuoverli, anzi sarà bene lasciarli. Se la loro crescita invece avviene con difficoltà, sarà facile avvertire fastidi e infiammazioni ricorrenti. Inoltre durante l’eruzione dei denti del giudizio la posizione dei denti può subire delle variazioni. In questi casi è consigliabile effettuare un controllo e decidere insieme al vostro dentista il da farsi, in quanto un dente del giudizio non monitorato e non curato può dar vita a granulomi, cisti, carie e si potranno formare facilmente anche degli ascessi.